Credo esista l'amore. Sì, quell'amore che ti fa ribollire il sangue nelle vene. Quell'amore irrazionale, che forse è più passione che sentimento, che comunque è tutto fuorché razionalità.
Credo in quell'amore che toglie il fiato e che va oltre ogni limite, quella sensazione di onnipotenza e nello stesso tempo di totale e incondizionato abbandono verso l'altro.
Penso che ogni persona debba amare in questo modo almeno una volta nella vita, senza porsi domande, senza riflettere. So che tutto questo c'è, ed è lì fuori che mi aspetta.
Devo solo rialzarmi e andarlo a cercare, questo grande amore, contro tutto e tutti, crederci ancora e ancora e ancora... Solo così potrò finalmente sentirmi VIVA. Troverò quella persona che mi farà girare la testa, sognerò con lei danzando sopra alle nuvole, visiteremo insieme il mondo, saremo liberi e nello stesso tempo dipendenti in tutto e per tutto l'uno dall'altra. Le lacrime si fonderanno insieme ai sorrisi, e i giorni si accavalleranno come onde passando veloci. Questo amore esiste, e credo non ci si possa accontentare di "un amore a metà", in cui il rapporto termina davanti a un film dormicchiando sul divano, in pantofole e senza più stimoli ne' idee. No, il mio amore non si ridurrà ad essere un'ombra: questo sentimento, unico mio vero credo, vivrà di una luce talmente potente da offuscare la vista alla maggior parte della gente, a coloro che si arrendono, che si adeguano, che si accontentano.
Se non posso amare, sono viva a metà. Sinceramente non vale la pena di essere vissuta una vita all'insegna della monotonia e dei calcoli, dei giorni programmati e dei minuti contati.
Prenditi tutto il tempo per dare un bacio, e mettici tutta l'anima, impara a metterti in gioco, a pensare in grande, a vivere all'altezza dei tuoi sogni. Fai l'amore con la pelle, con un abbraccio, con un gesto, ma ti prego AMA fino a che avrai aria nei polmoni e ribellati se qualcuno cerca di spegnerti o di offuscare la tua luce.
Il mio prossimo obiettivo è la FELICITA'.
“(…) Quando stai male, quando vedi nero, quando non hai un futuro, quando non hai niente da perdere, quando.. ogni istante è un peso. Immenso. Insostenibile. E sbuffi in continuazione. E vorresti in tutti i modi liberartene. In qualsiasi modo. Nel più semplice, nel più vigliacco, senza rimandare a domani di nuovo questo pensiero: lei non c'è. Non c'è più. E allora, semplicemente, vorresti non esserci più anche tu. Sparire. Puff. Senza troppo problemi, senza dar fastidio. (...)"
Leggendo queste parole ho ripensato a com'era quell'Inferno, sono ritornata a quel dolore e mi sono resa conto di quanto di me è stato spento. Il tutto dal suo egoismo. Il tutto dalle sue promesse mai mantenute. Il tutto per colpa del mio amore per lui.
Oggi mi guardo e mi sento serena, con tanta voglia di fare, con problemi che comunque non sembrano così insuperabili,. Mi guardo allo specchio e sono sempre più bella e finalmente voglio sentirmi preziosa, indispensabile per qualcuno, qualcuno che mi tratti col riguardo che merito.
Ma vedo ogni giorno il sole accarezzarmi la pelle e il sole ha ancora il suo nome.
Non so come abbiamo fatto a stare insieme per tutto questo tempo. Noi due, due persone che cercavano cose che non c'erano e che hanno due teste diverse, due caratteri forti ma diversi, molto.
Ora so chi mi ha spenta, so cosa mi rendeva ansiosa e cosa mi impediva di sorridere e per quanto adesso faccia male il fatto d'averlo scoperto troppo tardi e e di aver visto con i miei occhi che quel disagio era legato ad un amore che, ahimè, ricorderò ancora, so che era lui il mio male, e ora so che non lo può più essere. Magari con un'altra sarà la persona più bella del mondo e francamente me lo auguro perchè quello che ho vissuto io.. spero sia finito con me.
"(...) E ora non ho più dubbi. Non ho rimorsi, non ho più ombre, non ho peccato, non ho più passato. Ho solo una gran voglia di ricominciare. E di essere felice. (..)"
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venerdì 15 giugno 2012
martedì 12 giugno 2012
Parto - Esperienza
Per ognuno dei miei bambini ho avuto un parto naturale indotto.
Per la prima solo la rottura delle membrane è bastata a far partire tutto (certo, dopo due giorni di gel e due scollamenti) mentre per il secondo bimbo ahimè siamo dovuti ricorrere all'ossitocina.
Dolorosissima, ma se non altro veloce. Entrambi senza epidurale, la mia paura dell'ago nella schiena era troppo forte.
Avete voglia di descrivere i vostri parti? Avrei piacere di pubblicarne tanti!
Per la prima solo la rottura delle membrane è bastata a far partire tutto (certo, dopo due giorni di gel e due scollamenti) mentre per il secondo bimbo ahimè siamo dovuti ricorrere all'ossitocina.
Dolorosissima, ma se non altro veloce. Entrambi senza epidurale, la mia paura dell'ago nella schiena era troppo forte.
Avete voglia di descrivere i vostri parti? Avrei piacere di pubblicarne tanti!
domenica 10 giugno 2012
PARTO - II
Il parto (parte seconda)
In ospedale ci viene detto che siamo in travaglio.
Cos'è? E' il momento in cui l'utero si prepara a far strada al nostro piccolo, dilatandosi e appianando il suo collo con contrazioni solitamente regolari e di crescente intensità.
Dobbiamo solo attendere di superare la fase dilatante. Un bagno caldo, delle passeggiate, dei massaggi svolti dal partner (che almeno in questa maniera può rendersi utile), sono tutte strategie da seguire per far passare prima il tempo e per iniziare a convivere con il nostro dolore. Ciò è importantissimo, bisogna ascoltarsi e capire che quel dolore è un fattore positivo, ci sta portando verso nostro figlio.
Arrivate alla fase espulsiva, vi verrà una voglia di spingere irrefrenabile, se la dilatazione è completa fatelo, seguite i vostri ritmi e respirate adagio, raccogliete ogni vostra energia e incanalatela verso il vostro bambino. Sarà molto più semplice di quanto pensate.
In ospedale ci viene detto che siamo in travaglio.
Cos'è? E' il momento in cui l'utero si prepara a far strada al nostro piccolo, dilatandosi e appianando il suo collo con contrazioni solitamente regolari e di crescente intensità.
Dobbiamo solo attendere di superare la fase dilatante. Un bagno caldo, delle passeggiate, dei massaggi svolti dal partner (che almeno in questa maniera può rendersi utile), sono tutte strategie da seguire per far passare prima il tempo e per iniziare a convivere con il nostro dolore. Ciò è importantissimo, bisogna ascoltarsi e capire che quel dolore è un fattore positivo, ci sta portando verso nostro figlio.
Arrivate alla fase espulsiva, vi verrà una voglia di spingere irrefrenabile, se la dilatazione è completa fatelo, seguite i vostri ritmi e respirate adagio, raccogliete ogni vostra energia e incanalatela verso il vostro bambino. Sarà molto più semplice di quanto pensate.
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sabato 9 giugno 2012
PARTO - I
Il parto (parte prima)
Prima di parlare del momento conclusivo della gravidanza, vorrei trattare l'argomento dei cambiamenti che precedono l'avvenimento.
Innanzitutto, molte donne dicono di sentirsi strane, labbra gonfie, sensazione di affaticamento, la testa un po' leggera.
Ebbene, il corpo si sta preparando ad accettare un dolore che, bisogna voi lo sappiate, c'è, è presente e fa parte della naturalità delle cose.
Tuttavia, per ogni donna è una cosa soggettiva e molto personale, alcune non avvertono proprio nulla se non eclatanti cambiamenti quali la rottura del sacco amniotico oppure contrazioni regolare che si susseguono a intervalli sempre più ravvicinati.
Avendo avuto due parti indotti, di questa parte vi parlo solo come teoria, ho sentito donne avvertire queste variazioni fisiche e umorali, e altre che si sono trovate nella classica situazione da film con le acque rotte e nel panico totale.
Non facciamoci prendere dall'ansia, la cosa importante è che impariamo ad assecondare il nostro dolore e ad incanalarlo nella giusta direzione, è molto più semplice farlo che spiegarlo, ma posso confermare che tutto è spontaneo e noi SIAMO NATE CAPACI DI PARTORIRE.
Nei miei due parti, naturali con induzione, ho riscontrato una sostanziale differenza tra il dolore normale dovuto alle doglie e il male "esterno" dovuto alla flebo di ossitocina (il maschietto era ahimè molto pigro). Nel secondo caso infatti era un dolore che non faceva parte di me, e mi è stato molto più difficile assecondarlo.
Di questo parleremo quando tratteremo la fase espulsiva, ora è prematuro parlarne.
Tornando ai segnali che precedono il parto, è opportuno a mio parere ascoltarsi, anche in presenza di sensazioni particolari, di contrazioni irregolari.
I consigli che posso dare sono:
- non correte in ospedale!
Prendetevi il vostro tempo, e andateci solo quando avrete tutto in piano. Il bambino non nascerà nel giro di 10 minuti, se avete bisogno di farvi una doccia, rilassatevi sotto l'acqua calda e intanto ascoltatevi, possibilmente lasciando per un momento da parte l'ansia.
- preparate la valigia
Questa parte meriterebbe un post a sè, in futuro ne riparleremo ("La valigia"). Sta di fatto che finire la valigia mentre il bambino vuole nascere può essere un ottimo modo per distrarvi dal dolore.
Ricordate anche di mettere in valigia gli esami della gravidanza, e preparate il primo cambio del vostro bimbo in una busta così da poter indicare anche a persone esterne (mamma, suocero, marito, fratello...) dove si trova.
- scegliete le persone giuste
Il momento della sala parto è decisivo e per voi è importante avere al vostro fianco qualcuno che sappia come gestire il panico e che vi doni tranquillità. A volte, una sorella o una madre sono più indicate del partner. Addirittura ho sentito chiedere della suocera in sala parto! Non abbiate paura e parlatene con lui, vedrete che capirà (approfondiremo anche questo aspetto nel prossimo post "Mio marito vuole entrare in sala parto")
Se pensate sia arrivato il momento di conoscere il vostro bambino, non spaventatevi del dolore, ma sorridete, presto lo avrete fra le braccia.
Prima di parlare del momento conclusivo della gravidanza, vorrei trattare l'argomento dei cambiamenti che precedono l'avvenimento.
Innanzitutto, molte donne dicono di sentirsi strane, labbra gonfie, sensazione di affaticamento, la testa un po' leggera.
Ebbene, il corpo si sta preparando ad accettare un dolore che, bisogna voi lo sappiate, c'è, è presente e fa parte della naturalità delle cose.
Tuttavia, per ogni donna è una cosa soggettiva e molto personale, alcune non avvertono proprio nulla se non eclatanti cambiamenti quali la rottura del sacco amniotico oppure contrazioni regolare che si susseguono a intervalli sempre più ravvicinati.
Avendo avuto due parti indotti, di questa parte vi parlo solo come teoria, ho sentito donne avvertire queste variazioni fisiche e umorali, e altre che si sono trovate nella classica situazione da film con le acque rotte e nel panico totale.
Non facciamoci prendere dall'ansia, la cosa importante è che impariamo ad assecondare il nostro dolore e ad incanalarlo nella giusta direzione, è molto più semplice farlo che spiegarlo, ma posso confermare che tutto è spontaneo e noi SIAMO NATE CAPACI DI PARTORIRE.
Nei miei due parti, naturali con induzione, ho riscontrato una sostanziale differenza tra il dolore normale dovuto alle doglie e il male "esterno" dovuto alla flebo di ossitocina (il maschietto era ahimè molto pigro). Nel secondo caso infatti era un dolore che non faceva parte di me, e mi è stato molto più difficile assecondarlo.
Di questo parleremo quando tratteremo la fase espulsiva, ora è prematuro parlarne.
Tornando ai segnali che precedono il parto, è opportuno a mio parere ascoltarsi, anche in presenza di sensazioni particolari, di contrazioni irregolari.
I consigli che posso dare sono:
- non correte in ospedale!
Prendetevi il vostro tempo, e andateci solo quando avrete tutto in piano. Il bambino non nascerà nel giro di 10 minuti, se avete bisogno di farvi una doccia, rilassatevi sotto l'acqua calda e intanto ascoltatevi, possibilmente lasciando per un momento da parte l'ansia.
- preparate la valigia
Questa parte meriterebbe un post a sè, in futuro ne riparleremo ("La valigia"). Sta di fatto che finire la valigia mentre il bambino vuole nascere può essere un ottimo modo per distrarvi dal dolore.
Ricordate anche di mettere in valigia gli esami della gravidanza, e preparate il primo cambio del vostro bimbo in una busta così da poter indicare anche a persone esterne (mamma, suocero, marito, fratello...) dove si trova.
- scegliete le persone giuste
Il momento della sala parto è decisivo e per voi è importante avere al vostro fianco qualcuno che sappia come gestire il panico e che vi doni tranquillità. A volte, una sorella o una madre sono più indicate del partner. Addirittura ho sentito chiedere della suocera in sala parto! Non abbiate paura e parlatene con lui, vedrete che capirà (approfondiremo anche questo aspetto nel prossimo post "Mio marito vuole entrare in sala parto")
Se pensate sia arrivato il momento di conoscere il vostro bambino, non spaventatevi del dolore, ma sorridete, presto lo avrete fra le braccia.
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